Newsletter n° 2 del 10 ottobre 2007


L’andamento del Concorso

Il Concorso Letterario Emanuele Lomonaco “Storie di Guarigione” sta riscontrando un grande interesse a livello nazionale.

Sono pervenuti finora 66 lavori, così distribuiti:

  • n° 19 lavori per la sezione A: racconto
  • n° 18 lavori per la sezione B: autobiografia
  • n° 28 lavori per la sezione C: raccolta di poesie

e un contributo fuori sezione.

I contributi provengono da più di 25 province italiane diverse, sia del nord (Milano, Brescia, Varese, Udine), centro (Roma, Firenze, Pistoia) che del sud (Enna, Trapani). Uno dei partecipanti ha inviato il suo contributo da Parigi!

Numerose sono le richieste di informazioni specifiche per la partecipazione al concorso, soprattutto attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato segr.concorsoletterario@provincia.biella.it che è permanentemente attivo, al quale arrivano una media di 4 richieste di specifiche informazioni al giorno.

10 ottobre 2007 - GIORNATA MONDIALE SULLA SALUTE MENTALE

“La salute mentale in un mondo che cambia: l’impatto della cultura e la diversità”

Questo è l’orientamento che la Federazione Mondiale per la Salute Mentale ha scelto per la giornata del 10 ottobre del 2007, la quindicesima campagna mondiale per la salute mentale. È dal 1992 che organizzazioni non governative locali, regionali e nazionali ed enti locali e governi di tutto il mondo commemorano la GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE, uno sforzo di educazione e sensibilizzazione a livello mondiale per promuovere l’accettazione e la comprensione del pubblico in generale degli obiettivi di miglioramento dei servizi di salute mentale, la promozione di pratiche positive per la salute mentale e la riduzione dello stigma e della discriminazione ancora purtroppo prevalenti collegati alla salute e la malattia mentale.

Ci sono circa 6,5 miliardi di persone che vivono nel pianeta terra.  Tra loro ci sono più persone che vivono fuori dal loro paese di origine che in qualsiasi altro momento della storia dell’umanità. Una persona ogni 35 è un migrante internazionale - 3% della popolazione globale. Se osserviamo il mondo oggi, c’è qualche cultura, rel i gione o razza contenuta al 100% in un solo paese? La cultura influenza molti aspetti della salute mentale, includendo le forme di comunicazione e come si manifestano i sintomi negli individui di una certa cultura, i loro stili per far fronte a situazioni, i sostegni familiari e comunitari e la volontà per la ricerca di aiuto e trattamento. Nell’ambito  della salute mentale, la cultura ha un impatto diretto sui servizi di salute mentale. Per questa ragione, la Federazione Mondiale per la Salute Mentale ha deciso di dedicare la giornata del 2007 per prestare più attenzione alla salute mentale transculturale.

Per più informazioni sulla giornata e le attività ad esse correlate nel mondo:


La Provincia di Biella è uno dei principali organizzatori del Concorso Letterario.  Qui di seguito il contributo dell’ assessore alle politiche sociali e giovanili, Flavio Como,  a  riguardo  della Giornata Mondiale sulla Salute Mentale e l’interesse del Concorso Letterario:

“La celebrazione di una Giornata che, come questa, vuole sottolineare la grave incidenza di una malattia nel sistema sociale non solo nazionale, ma pure mondiale, suscita sentimenti diversi, dalla solidarietà verso i pazienti e le loro famiglie, all’imbarazzo personale ed istituzionale rispetto alla fatica di accettare, comprendere, prevenire, curare, sostenere in modo efficace percorsi di vita accidentati e, sovente, e esposti a drammatiche conseguenze.

Il nostro territorio, piccola porzione dell’intero pianeta, che pur vanta primati d’eccellenza in vari ambiti del sistema produttivo, creativo, economico, non è immune dalla presenza di evidenti segnali di un malessere profondo che, a livello sia individuale che relazionale, assume i connotati inquietanti della depressione, scientificamente e culturalmente considerata una vera e propria malattia sociale . Non intendo, soprattutto in questa occasione, entrare nel merito di un fenomeno che implica un approccio non univoco, ma che contiene elementi di valutazione complessi, esigenti competenze specifiche . Soprattutto vorrei entrare nel tema in punta di piedi, sommessamente, con pudore e con rispetto nei confronti di coloro che dalla battaglia dell’incomprensione e della solitudine, più ancora che delle cure, è uscito tragicamente “sconfitto”: battaglia che però abbiamo perso un po’ tutti, attori, spettatori, presenti ed assenti.

Se uno dei compiti istituzionali in capo alla Provincia è quello di promuovere e coordinare lo sviluppo della comunità che rappresenta, quindi anche quello della sua salute, è evidente che un problema come quello della malattia mentale – che a pieno titolo rappresenta una delle forme di “nuove povertà” – costituisce il nucleo centrale di un impegno pubblico e privato che deve coinvolgere il sistema nel suo insieme .

Dal Libro Verde, elaborato dalla Commissione delle Comunità Europee, si rileva l’esigenza di andare oltre l’intervento, pur necessario, di carattere sanitario, valorizzando l’impiego di risorse che, al fine di promuovere, anche sul piano culturale, la salute mentale, ne prevenga le patologie e affronti le sfide connesse a stigmatizzazioni e diritti umani .

Noi, nel Biellese, ci riconosciamo in questa impostazione di pensiero che si traduce, di fatto, nella promozione di politiche sanitarie e sociali integrate e nella ricerca degli strumenti idonei ad adottare le relative strategie ed a perseguire obiettivi condivisi.Si tratta di un percorso avviato da circa tre lustri, certamente irto di difficoltà, limiti, contraddizioni, ma fertile come risulta dai fatti che, oggi,evidenziano segnali sicuramente incoraggianti rispetto all’incontro tra le diverse espressioni della società (istituzioni, servizi – in particolare, il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Sanitaria 12 –, scuola, associazioni di pazienti e di famiglie, volontariato, cooperazione sociale). Attenzione : mi riferisco non tanto ai risultati conseguiti (comunque significativi) quanto piuttosto ad un metodo operativo .

Una delle condizioni necessarie per consolidare questo rapporto di integrazione tra enti e soggetti diversi è che la comunità sappia recuperare la sua funzione di realtà umana e civile nella quale, rispetto ai pregiudizi basati spesso su stereotipi o luoghi comuni, si affermino i valori fondamentali dell’accoglienza e dell’inclusione : non può dirsi comunità quella che permette che alcune parti di sé – le più deboli – si scompongano in brandellie, di fatto, vengano isolate, emarginate . Alle famiglie, vittime sovente di drammi sconosciuti ai più, disorientate da una solitudine che ferisce ancor più della malattia, voglio rivolgere, oggi, un saluto non solo di solidarietà, ma pure di incoraggiamento : la loro battaglia contro la malattia e le sue conseguenze è anche la nostra : solo insieme possiamo combatterla e, in certi casi, vincerla .

Se concretamente e responsabilmente vogliamo condividere quel processo di promozione della salute mentale quale condizione per il benessere sia dei singoli sia della società, non possiamo prescindere dalla attivazione o, meglio, dal potenziamento di quel “sistema a rete” che, sulla base delle specifiche competenze, funzioni, risorse sappia tradurre in progetti, interventi, servizi la complessità e l’eterogeneità delle risposte ad un fenomeno di disagio multiforme e multidimensionale .

In questa prospettiva ritengo che due, almeno,siano gli elementi comuni su cui fondare le azioni singole e quelle integrate : la centralità della persona, innanzitutto, non solo come destinataria di prestazioni (sanitarie e sociali), ma pure come risorsa, in quanto capace – anche in modo limitato o residuale – di partecipare attivamente al processo di recupero, di reinserimento nel contesto familiare, lavorativo, sociale e relazionale.

Inoltre, la centralità del territorio, come luogo in cui la persona vive, si realizza, luogo degli affetti, dei sentimenti, delle relazioni, ma pure sede in cui sono presenti le istituzioni, i servizi, le opportunità per affrontare e superare – anche parzialmente – le difficoltà croniche o temporanee che limitano o inibiscono condizioni di vita autonome .

Dalle linee programmatiche dei piani di zona, promossi e coordinati dalla Provincia, definiti da enti locali, azienda sanitaria, enti e associazionismo del territorio – si possono trarre elementi di chiarezza sulle azioni integrate (socio-sanitarie) previste e che sanciscono la forte alleanza tra i diversi livelli dicompetenze e di responsabilità . È pure possibile recuperare terreno rispetto a quella sorta di senso di sfiducia nel sistema in generale, nelle istituzioni in particolare, che si coglie nei cittadini esposti alla condizione di disagio psichico di propri famigliari : provare solitudine, paura talvolta, perché non ci sono sicurezze, accentua la condizione di gravità delle condizioni dei pazienti e, peggio ancora, compromette la salute fisica e mentale di individui e di famiglie intere conviventi con situazioni difficili, drammatiche .

Su questo fronte specifico siamo in attesa di risposte concrete e convincenti da trarsi dal Piano Sanitario Regionale che,integrato poi con il prossimo Piano Sociale Regionale, deve determinare le condizioni per un intervento preventivo (se e quando possibile), terapeutico, riabilitativo della malattia mentale .

La nostra Provincia, in relazione alle sue competenze, cerca di fare la sua parte . Ne è prova la sua adesione al Tavolo regionale di promozione della salute mentale “La comunità che guarisce”, proprio per accompagnare e sostenere istituzionalmente (come abbiamo recentemente fatto con un primo incontro a Torino all’Unione Province del Piemonte) il percorso avviato a livello regionale da servizi sanitari, cooperative sociali e associazioni di famiglie per l’affermazione di diritti fondamentali, allo scopo sia di facilitare il rapporto con il sistema, sia di orientare – per quanto possibile – la definizione di strumenti legislativi a tutela delle persone .

Inoltre, sempre a livello provinciale, è stato istituito – proprio per fornire una risposta concreta ai bisogni di supporto e di tutela delle diverse forme di “fragilità” in cui si manifestano le condizioni di disagio dei cosiddetti soggetti “deboli” – l’Ufficio di Pubblica Tutela, servizio nuovo a disposizione non solo di parenti della persona interessata (ad esempio, un disabile psichico), ma anche di altri soggetti pubblici o privati individuati dall’autorità giudiziaria quali titolari di tutela, di curatela o di amministrazione di sostegno : è un impegno, questo, che coinvolge tutto il sistema sociale del nostro territorio (comuni, azienda sanitaria, tribunale, associazioni, volontariato, famiglie, pazienti stessi) e che, in tal modo, rappresenta un effettivo modello di “rete integrata”.

Tra le più recenti iniziative condivise a livello interistituzionale e associativo localesegnalo l’istituzione di un Premio Letterario Nazionale (al quale il Presidente della Repubblica ha voluto dare un alto riconoscimento con il conferimento della medaglia d’argento) , intitolato al compianto dottor Lomonaco, che ne fu l’ispiratore, dedicato in particolare a storie ed esperienze di guarigione, al fine di suscitare una cultura “ottimistica” rispetto alle patologie gravi, contribuendo, di conseguenza, alla rimozione degli ostacoli che si frappongono all’effettiva fruizione dei diritti di cittadinanza a lungo termine, attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali in questi processi .

È poco? Non lo so, mi auguro piuttosto che – anche attraverso i nostri sforzi – crescafra noi quella necessaria cultura fondata sui valori fondamentali del rispetto del prossimo, dell’ascolto e dell’accoglienza . Non solo: ma sempre più si stimolino e si sviluppino le condizioni per lavorare insieme, ciascuno secondo le proprie competenze, funzioni, risorse, sensibilità, per la promozione di una società solidale che sappia includere, non escludere né emarginare le “diversità” di ogni tipo, che sappia insomma essere pienamente comunità .

Flavio Como, vicepresidente della Provincia di Biella e assessore alle politiche sociali e giovanili.

Notizie: Convegno “Qualcosa è cambiato”
26/27 ottobre 2007 - Sarzana

Grazie alla collaborazione di un nostro amico, Tristano Aimone, ci è stato segnalato un imminente grosso evento organizzato dalla rete di mutuo auto aiuto degli utenti/ex-utenti, a Sarzana (Provincia di La Spezia), presso il Cinema Moderno, il 26 e 27 di ottobre 2007, organizzato dall’Associazione Il Mondo di Holden (http://mondodiholden.altervista.org): “Qualcosa è cambiato. Convegno di sensibilizzazione alla mutualità e alla formazione di gruppi di mutuo auto aiuto”.

Il Convegno si propone di far conoscere alla collettività il gruppo di auto mutuo aiuto, quale strumento di condivisione, solidarietà e crescita della persona, mettendo in luce le diverse esperienze dei gruppi e la potenzialità come supporto emotivo e pratico. A conclusione della manifestazione avrà luogo una Tavola Rotonda tra i gruppi di auto aiuto, operatori professionali e istituzioni, finalizzata alla cooperazione e sinergia di un futuro lavoro comune nel rispetto delle singole autonomie.


Ricordiamo che sono invitati a partecipare al Concorso tutti coloro che abbiano avuto un’esperienza personale e diretta con il disaggio mentale (diagnosticato), con il suo decorso e con il percorso verso il miglioramento delle proprie condizioni o verso la guarigione.

INVIARE UN CONTRIBUTO NON È DIFFICILE !

Basta scrivere il suo contributo, compilare il modulo di iscrizione (scaricabile tramite il http://www.concorso-letterario-2007.utenti.net/modulistica.htm o chiedendolo via mail segr.concorsoletterario@provincia.biella.it) e spedire il tutto via posta raccomandata con avviso di ricevimento entro il 31 dicembre del 2007.


Il Concorso  ha ottenuto l’adesione
della Presidenza della Repubblica.

Promosso e organizzato da: 

  • Provincia di Biella,
  • Città di Biella,
  • Azienda Sanitaria Locale n° 12 di Biella

Sostenuto da:

  • Tavolo per la Salute Mentale (Biella);
  • Centro Servizi Volontariato (Biella),
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Biella,
  • Simetica, Caritas Diocesana di Biella,
  • Associazione Per Contare di Più,
  • Associazione l’Aquilone,
  • Cooperativa Sociale Anteo,
  • Cooperativa Sociale La Coccinella,
  • Fondazione Pistoletto - Cittadellarte,
  • Associazione Diritti e Doveri,
  • Centro Studi e Ricerce in Psichiatria (Torino).

Patrocinato da:

  • Ministero per i Beni e le Attività Culturali
  • Ministero della Salute
  • Regione Piemonte

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  2. Newsletter 10 Ottobre 2007
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